La frazione umida rappresenta circa il 30% dei rifiuti prodotti quotidianamente nelle case romane. Parliamo di scarti di cucina, avanzi di cibo, fondi di caffè e tutto quel materiale biodegradabile che finisce troppo spesso mescolato ad altri rifiuti, vanificando gli sforzi di una corretta raccolta differenziata. La gestione dell'organico nella capitale è migliorata negli ultimi tempi, ma resta ancora molto da fare per raggiungere gli standard di altre città europee. Chi vuole fare un passo ulteriore nella riduzione dei propri rifiuti può sempre rivolgersi all'isola ecologica più vicina per ottenere informazioni e materiali utili al compostaggio domestico.
La vera sfida non sta tanto nel buttare correttamente gli scarti organici nel bidone marrone, quanto nel comprendere come questo materiale possa trasformarsi in una risorsa preziosa per il territorio. Il compost prodotto dai rifiuti organici romani viene utilizzato in agricoltura, nei vivai e per la manutenzione del verde pubblico, chiudendo un ciclo virtuoso che riduce la necessità di fertilizzanti chimici. Ma c'è un aspetto ancora più interessante: la possibilità di produrre compost direttamente a casa propria, riducendo drasticamente il volume di rifiuti conferiti e ottenendo un ammendante naturale per piante e orti.
Il sistema di raccolta dell'umido a Roma: come funziona davvero

AMA gestisce la raccolta della frazione organica attraverso il sistema porta a porta in gran parte del territorio comunale, anche se permangono differenze significative tra i vari municipi. Il servizio prevede il ritiro programmato degli scarti biodegradabili, che i cittadini devono conferire utilizzando:
Sacchetti compostabili certificati (mai plastica tradizionale)
Bidoni marroni forniti dal Comune o acquistati autonomamente
Contenitori dedicati per condomini e attività commerciali
La frequenza del ritiro varia in base alla zona: nei quartieri centrali e più densamente popolati la raccolta avviene anche sei volte alla settimana, mentre in periferia può scendere a tre passaggi settimanali. Questa disparità genera inevitabilmente problemi durante i mesi estivi, quando le alte temperature accelerano la decomposizione e producono cattivi odori.
Un aspetto poco conosciuto riguarda la qualità del materiale conferito. Non basta separare l'organico dagli altri rifiuti: bisogna evitare contaminazioni che comprometterebbero l'intero processo di trasformazione. Gli impianti di compostaggio rifiutano carichi che contengono anche solo piccole percentuali di materiali non biodegradabili, costringendo al conferimento in discarica di tonnellate di umido perfettamente recuperabile.
Cosa mettere (e cosa evitare) nel bidone dell'umido
Molti romani hanno le idee confuse su quali scarti possano effettivamente finire nella raccolta dell'organico. La lista è più ampia di quanto si pensi, ma include anche esclusioni sorprendenti per chi non conosce i processi di compostaggio industriale.
Materiali ammessi:
Scarti di frutta e verdura, compresi bucce e semi
Fondi di caffè con filtri in carta
Gusci d'uovo e avanzi di cibo cotto o crudo
Tovaglioli di carta sporchi di cibo e fazzoletti usati
Fiori recisi e piante domestiche (in piccole quantità)
Materiali da escludere:
Olii e grassi da cucina (vanno conferiti separatamente)
Lettiere per animali anche se vegetali
Ossa di grandi dimensioni e gusci di molluschi
Legno trattato o verniciato
Qualsiasi tipo di plastica, anche se biodegradabile secondo altre normative
La confusione maggiore riguarda proprio i materiali "biodegradabili" che non sono automaticamente compostabili. Alcuni piatti e posate usa e getta, pur essendo derivati da fonti vegetali, richiedono condizioni specifiche per decomporsi che non sempre sono garantite negli impianti di compostaggio romani. In caso di dubbio, meglio privilegiare il conferimento in altri flussi piuttosto che contaminare l'organico.
Dal centro di compostaggio al ritorno sul territorio
Gli scarti organici raccolti a Roma vengono trasportati verso impianti di compostaggio che trasformano il materiale in ammendante agricolo attraverso un processo controllato di degradazione aerobica. Il ciclo completo richiede generalmente tra i 90 e i 120 giorni, durante i quali batteri e microorganismi decompongono la sostanza organica producendo un terriccio scuro e ricco di nutrienti.
Il processo industriale prevede diverse fasi:
Pre-trattamento: rimozione meccanica delle impurità residue
Biossidazione accelerata: decomposizione attiva con controllo di temperatura e ossigenazione
Maturazione: stabilizzazione del compost e eliminazione di eventuali patogeni
Vagliatura finale: selezione granulometrica per ottenere diverse tipologie di prodotto
Il compost finale viene classificato in base alla qualità e destinato a utilizzi differenti. Il materiale migliore finisce in agricoltura biologica, mentre frazioni di qualità inferiore vengono impiegate per bonifiche ambientali o ripristino di cave dismesse. Roma produce annualmente circa 150.000 tonnellate di compost dalla frazione organica, una quantità che potrebbe raddoppiare migliorando la raccolta differenziata.
Compostaggio domestico: trasforma i tuoi scarti in risorsa
Chi dispone di uno spazio esterno può valutare il compostaggio domestico, una pratica che riduce drasticamente il volume di rifiuti prodotti e fornisce un fertilizzante naturale gratuito. A Roma, circa 15.000 famiglie hanno aderito ai programmi comunali di promozione del compostaggio, ottenendo anche riduzioni sulla tariffa rifiuti.
Esistono sostanzialmente due approcci al compostaggio casalingo:
Compostiera tradizionale: contenitore in legno o plastica posizionato in giardino, dove gli scarti si decompongono naturalmente. Richiede un minimo di manutenzione (rivoltamento periodico, bilanciamento tra materiali umidi e secchi) ma produce risultati eccellenti in 6-8 mesi.
Lombricompostiera: sistema più compatto che utilizza lombrichi per accelerare la decomposizione. Particolarmente adatto a chi ha spazi ridotti o vuole ottenere compost di altissima qualità in tempi più brevi (3-4 mesi). I lombrichi producono anche un liquido concentrato che diluito diventa un ottimo fertilizzante liquido.
Il segreto del buon compostaggio domestico sta nel bilanciare materiali azotati e carbonici. Gli scarti di cucina sono ricchi di azoto ma tendono a compattarsi e creare cattivi odori. Vanno quindi alternati con materiali secchi come foglie, paglia, cartone o segatura, che forniscono carbonio e mantengono la struttura areata. Un rapporto ideale è di circa 1:3 tra materiale umido e secco.
Incentivi e agevolazioni per chi composta a casa
Il Comune di Roma riconosce uno sconto del 10% sulla parte variabile della TARI a chi pratica compostaggio domestico, un beneficio economico che si somma ai vantaggi ambientali. Per ottenere l'agevolazione occorre presentare una semplice autocertificazione che attesti il possesso di una compostiera e l'effettivo utilizzo per il trattamento degli scarti domestici.
Alcuni municipi distribuiscono gratuitamente kit per il compostaggio che includono:
Compostiera da 300 litri
Manuale pratico con istruzioni dettagliate
Biotrituratore per sminuzzare ramaglie
Corso base sul compostaggio domestico
La richiesta va presentata presso gli uffici competenti, ma la disponibilità è limitata e spesso si formano liste d'attesa. Un'alternativa è acquistare autonomamente l'attrezzatura, con spese che variano da 50 a 200 euro per una compostiera base, cifra che si ammortizza rapidamente grazie allo sconto sulla tariffa rifiuti e al risparmio sull'acquisto di terricci e concimi.
Bibliografia
Antonio Politano - Compostaggio domestico: guida pratica alla trasformazione dei rifiuti organici - Edagricole
Paola Fanzini e Marco Trevisan - Rifiuti organici e compostaggio: dalla teoria alla pratica - Edizioni Ambiente
Stefano Bocchi e Roberto Spigarolo - Agricoltura urbana e filiere corte: esperienze e prospettive - Maggioli Editore
FAQ
Posso compostare anche gli agrumi?
Sì, gli agrumi possono essere compostati ma in quantità moderate. Le bucce contengono oli essenziali che rallentano leggermente la decomposizione e possono infastidire i lombrichi nelle lombricompostiere. L'ideale è alternarli con altri scarti e tagliarli a piccoli pezzi per facilitare il processo.
Il compost fatto in casa attira topi e altri animali?
Un compostaggio corretto non attira roditori. I problemi nascono quando si inseriscono avanzi di carne, pesce o cibi cotti elaborati che emanano odori forti. Limitandosi a scarti vegetali crudi e gestendo correttamente l'aerazione, il compost non produce odori sgradevoli né attira animali indesiderati.
Quanto tempo serve per ottenere compost utilizzabile?
Con una compostiera tradizionale servono generalmente 6-8 mesi per ottenere compost maturo, mentre una lombricompostiera può produrre materiale utilizzabile in 3-4 mesi. I tempi variano in base alla stagione (più rapidi d'estate), alla dimensione degli scarti conferiti e alla frequenza con cui si rivolta il materiale.


