I rifiuti speciali ospedalieri richiedono attenzioni molto particolari: si tratta spesso di sostanze che possono rivelarsi pericolose se non smaltite correttamente. In tutte le fasi del processo, infatti, occorre seguire procedure specifiche per diminuire i rischi sia per gli operatori che per l'intera comunità.

Classificazione dei rifiuti ospedalieri

Nello smaltimento di rifiuti ospedalieri, quindi, occorre fare estrema attenzione alle caratteristiche della sostanza di scarto.

Aiutati anche dal Catalogo Europeo dei Rifiuti, un documento comunitario che ha lo scopo di standardizzare sia la nomenclatura che le modalità di trattamento di tutti i tipi di rifiuti prodotti. Il Catalogo funziona tramite l'assegnazione di un codice numerico ad ogni classe di residuo; è possibile stabilire la seguente tassonomia:

  •  Rifiuti sanitari non pericolosi 
  •  Rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani
  •  Rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo 
  •  Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo
  •  Rifiuti sanitari che richiedono smaltimento speciale

Ai primi appartengono tutti i blister e i contenitori di farmaci, anche metallici, privi di deflussori e aghi, i gessi ortopedici, tutto il materiale – sempre aghi esclusi – per il trattamento del sangue e i farmaci scaduti.

Sono assimilati ai rifiuti urbani tutti gli scarti derivati dalla preparazione dei pasti e dalle attività di ristorazione, oltre che la carta, plastica e vetro e la spazzatura convenzionale. Rientrano inoltre le lenzuola monouso e tutto quello che riguarda l'igiene dei degenti.

I rifiuti a rischio infettivo, invece, sono quelli che provengono da pazienti o aree dell'ospedale di isolamento infettivo. Possono essere stati contaminati da uno qualsiasi dei liquidi normalmente prodotti dall'organismo umano ma anche animale (nel caso di istituti veterinari). 

I rifiuti sanitari non pericolosi

Sono tutti gli scarti costituiti da materiale metallico, vetro per farmaci e soluzioni senza deflussori e aghi, gessi ortopedici, le sacche per il plasma e le sostanze per la conservazione del sangue. Infine, i farmaci scaduti e altri elementi provenienti dai laboratori che non presentano rischi di pericolosità.

Il codice è il 180104 per la maggior parte di questi; il 18.01.01 per i rifiuti taglienti; il 18.01.02 per la categoria relativa al sangue; 18.01.05 per i farmaci scaduti.

Rifiuti assimilati

Si tratta degli scarti che, nelle procedure di trattamento, vengono lavorati come semplici rifiuti urbani, quindi:

  • Scarti delle mense e comparto ristorazione
  • Materiali da riciclo 
  • Spazzatura
  • Abiti e lenzuola monouso 
  • Rifiuti da attività di giardinaggio
  • Gessi, bene, pannolini e contenitori

Ovviamente sono esclusi gli oggetti che, pur rientrando in queste categorie, provengono da settori o soggetti a rischio infettivo.

Rifiuto a rischio infettivo

Tutti gli oggetti di scarto che presentano il rischio d'esser stati contaminati con un qualsiasi liquido o secrezione proveniente da un paziente infetto vengono classificati come rifiuti pericolosi a rischio infettivo. Si badi bene che il paziente può essere sia un uomo che un animale nel caso di ospedali veterinari. 

Il codice di questi rifiuti è 18.01.03 e 18.02.02. 

Trattamento e disinfezione

Nel caso dei rifiuti speciali ospedalieri, prima dello smaltimento, occorre eseguire la disinfezione.

Prima di procedere, gli scarti vengono triturati per ridurne le dimensioni. Vengono poi posti in appositi forni utilizzati per raggiungere altissime temperature capaci di distruggere la stragrande maggioranza di batteri, virus e simili. 

Una volta inceneriti, viene fatta evaporare tutta la parte liquida e si procede con un nuovo innalzamento della temperatura. I rifiuti, dopo, si avviano allo stoccaggio.

Particolare attenzione occorre porre al trasporto e al deposito: si tratta infatti dei momenti più pericolosi perché una distrazione anche piccola può compromettere la stabilità dei contenitori speciali utilizzati per questi rifiuti.

Come si smaltiscono i rifiuti sanitari

Per quello che riguarda le prime due categorie, non occorrono procedure particolare per procedere con lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri: solitamente è una ditta privata che si occupa della loro raccolta tramite un sistema concordato in precedenza.

Il problema sorge con i rifiuti pericolosi. Normalmente le fasi del trattamento sono:

• Trituramento meccanismo del rifiuto
• Collocazione in speciali forni ad alte temperature
• Disinfezione del solido
• Evaporazione dell'umidità
• Ennesimo innalzamento della temperatura (oltre i 150°)
• Raffreddamento e stoccaggio dei residui

È soprattutto la fase della disinfezione quella che richiede più cura. Tutti gli ospedali sono infatti dotati di macchine preposte all'igienizzazione degli strumenti, che dovrebbe essere effettuata periodicamente, in modo tale da smaltire un oggetto che non sia troppo gravato da possibili rischi infettivi.

Anche per quello che riguarda il deposito temporaneo e il trasporto, occorre fare attenzione alle modalità. Sopratutto per i rifiuti più pericolosi, è necessario che queste fasi siano molto brevi e che i contenitori siano identificabili dalle giuste insegne che indicano la presenza di rifiuti ospedalieri pericolosi.

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